
Fibrillazione Atriale
La Fibrillazione Atriale (FA) è l’aritmia più frequente nei pazienti con Scompenso Cardiaco, può essere sintomatica e aumenta notevolmente il rischio di complicanze trombo-emboliche e riduce la sopravvivenza a lungo termine.

Nel caso di pazienti con Scompenso Cardiaco e Fibrillazione atriale con funzione ventricolare preservata, ma particolarmente refrattari alla terapia farmacologica per il controllo della frequenza, è consigliata la terapia elettrica di ablazione del nodo atrio-ventricolare e impianto di pacemaker (terapia Ablate and Pace). E' consigliato il tentativo di ablazione transcatetere del substrato aritmico di FA e in caso di insuccesso del trattamento, conviene procedere con la terapia Ablate and Pace.
Non è ancora evidente se il ripristino del ritmo sinusale piuttosto che il controllo della frequenza cardiaca sia superiore in termini di riduzione delle morbidità e mortalità.
In pazienti con Scompenso Cardiaco e Fibrillazione Atriale con funzione ventricolare depressa l’uso dei farmaci antiaritmici finalizzati al mantenimento del ritmo sinusale, deve limitarsi all'Amiodarone. La cardioversione elettrica è raccomandata quando la frequenza ventricolare non si regolarizza nonostante adeguato trattamento farmacologico, soprattutto nei pazienti con FA favorente lo sviluppo di ischemia miocardica, ipotensione sintomatica o sintomi di congestione polmonare.
La terapia di ablazione con isolamento delle vene polmonari è da considerarsi nel caso di pazienti refrattari sia alla terapia farmacologica che alla terapia di cardioversione elettrica.
Aritmie ventricolari
Le aritmie ventricolari sono molto frequenti nei pazienti con Scompenso Cardiaco, soprattutto nel caso di pazienti con ventricolo sinistro dilatato e frazione d’eiezione compromessa, in particolare episodi di extrasistoli ventricolari e tachicardie ventricolari non sostenute asintomatiche.
E’ quindi fortemente raccomandato:
• Riconoscere le cause dell’aritmia ventricolare
• Correggere tutti i fattori potenzialmente innescanti
• Ottimizzare la terapia farmacologica con le opportune dosi di Beta-Bloccanti, ACE Inibitori, Bloccanti del Recettore dell’Angiotensina (ARB) e/o Antagonisti dell’Aldosterone
Nei pazienti scompensati le aritmie ventricolari possono spesso causare episodi di ischemia miocardica, per cui una terapia agressiva è fondamentale.
Infatti la terapia con ICD è indicata in prevenzione secondaria nei pazienti:
• sopravvissuti ad una fibrillazione ventricolare
• con tachicardie ventricolari emodinamicamente instabili e/o tachicardie ventricolari con sincope, FE ≤ 40%, terapia medica ottimizzata e aspettativa di vita superiore ad 1 anno
Nel caso di pazienti a cui è già stato impiantato un ICD che presentano, nonostante la terapia medica ottimizzata, frequenti episodi di aritmia ventricolare con conseguente intervento del dispositivo con terapie di shock si consiglia:
• aggiunta di Amiodarone alla terapia farmacologica
• ablazione transcatetere nel caso fossero refrattari alla terapia farmacologica
Bradicardia
Le indicazioni alla terapia di pacing per i pazienti con Scompenso cardiaco sono pressochè identiche a quelle per gli altri pazienti.Vanno menzionati alcuni aspetti che riguardano i pazienti con SC:
• studi hanno dimostrato che al fine di mantenere una corretta risposta cronotropa e attivazione atrioventricolare la stimolazione in modalità DDD si è rivelata superiore alla modalità VVI
• nel caso di pazienti con Scompenso Cardiaco, prima di procedere all’impianto di un pacemaker per correggere un difetto di conduzione atio-ventricolare, si consiglia di valutare le indicazioni all’impianto di un sistema ICD o CRT-D/CRT-P
• la sola stimolazione apicale destra può indurre dissincronia intra e inter ventricolare, causando quindi un peggioramento dei sintomi di Scompenso Cardiaco |